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Un po' di storia...

Nel lontano 1982 io, Ugo Zanella e Giorgio Beltrametti, due quaronesi, ci prestavamo ad allestire il presepio nella chiesa della Beata al Piano. Così una sera, mentre eravamo li che lavoravamo, ci venne un'idea bellissima ma difficile da mettere in atto. L'idea era quella di illuminare la chiesa di San Giovanni al monte per la notte di Natale, che da secoli sovrasta Quarona ed è anche meta per chi vuole pregare e trovare un po' di pace, meta anche di escursionisti e non solo per pellegrini. Però il problema principale era che lassù non c'era l'energia elettrica e neanche una strada comoda per arrivare fino alla chiesa di San Giovanni. C'era solo una carrozzabile, chiamata anche taglia fuoco, che arrivava fino alla Beata al Monte. Oggi invece c'è l'energia elettrica e si può anche arrivare in macchina fino alla chiesa. Decidemmo di provare ad andare con l'auto di Giorgio, fino dove si poteva, poi qualcosa ci sarebbe venuto in mente. Carichiamo un generatore, alcuni cavi elettrici, due fari potenti e via, partiamo. Arrivati dove la sterrata ci permetteva, schivando buche, sassi e cunette con l'auto di Giorgio, una R 18, quindi vi lascio pensare quali abili stratagemma abbiamo usato per arrivare lassù, inizia il bello da raccontare perchè in quelle circostanze, ricordo che ci siamo chiesti: "Ma chi ce lo ha fatto fare?". A Giorgio venne l'idea di scendere per la mulattiera con la macchina. Vi lascio pensare a quello che vi viene in mente: se scendere per la sterrata era già difficile a causa dei vari ostacoli trovati sul percorso, figuriamoci giù per la mulattiera, con un auto bassa, non adatta per affrontare quel percorso. Ma il generatore era pesante e non saremmo mai riusciti a portarlo a mano. Pensavamo che poi dovevamo anche tornare indietro, ma decidemmo di affrontare un problema alla volta.

Con molta fatica, soprattutto per la macchina, arriviamo alla chiesa di San Giovanni, fortunatamente senza danni all'auto. Qualche botta l'aveva presa nonostante che stavo davanti a piedi per togliere i vari ostacoli. Raggiunta la chiesa scarichiamo il tutto, generatore, i cavi e i potenti fari. Era la notte di Natale del 1982, mentre molte persone si preparavano per andare alla Santa Messa di mezzanotte, noi eravamo a San Giovanni a tribolare al buio. Non ero mai salito a San Giovanni di notte, era fantastico, già di giorno è un luogo di meditazione unico, ma di notte ancor di più. Ricordo che facevamo tutto o quasi in punta di piedi per non disturbare qualcuno. Incredibile eravamo solo noi due, ma pareva che molti occhi ci osservavano sapendo già cosa eravamo andati li a fare. Una sensazione che ancora oggi provo quando andiamo lassù ad allestire per la Via Crucis. Ricordo bene, all'interno della chiesa, ogni passo e ogni cosa che noi facevamo echeggiava sulle pareti, illuminate a intermittenza con le nostre pile. Eravamo quasi intimoriti, una sensazione strana, ma ci sentivamo anche padroni di quello che volevamo fare. Individuato il luogo dove piazzare il generatore, calcolando la lunghezza dei cavi, lo piazziamo allungando i cavi. Piazzati anche i fari, facciamo una prova, tutto funziona, diamo uno sguardo all'orologio e alle 23:30 della notte di Natale del 1982 per la prima volta in tutta la sua storia illuminiamo la facciata della chiesa di San Giovanni. Un avvenimento straordinario che ci diede lo spunto di fare qualcosa per la Santa Pasqua. L' idea ci venne in mente guardando quello che eravamo riusciti a fare, allora ci chiedemmo perchè non facciamo qualcosa anche a Pasqua? Eravamo riusciti in quello che desideravamo, ma lo abbiamo fatto non per noi ma per la comunità, come il presepio, eravamo noi ad allestirlo ma per la gente di Quarona era un fiore all'occhiello tanto che venivano a visitarli da tutta la valle.

Trascorso il Natale arrivò la Pasqua. Anche se trascorse qualche mese io e Giorgio eravamo ancora galvanizzati da quella esperienza "notturna", ma ancor di più se riuscivamo a ripetere quella esperienza assieme alla gente di Quarona. Illustrammo il nostro progetto a don Gaudenzio il quale disse: "Proviamo, penso che sarà una bella cosa!" Col suo aiuto riuscimmo ad organizzare, partendo dalla chiesa parrocchiale, la prima via Crucis a San Giovanni al Monte. Io feci per la prima volta la parte di Cristo, c'ero solo io ad impersonare un personaggio della storia Cristiana della Passione di Cristo. Devo dire che quella volta era più un esperimento che, se funzionava, sicuramente si sarebbe ripetuto. Non vi racconto i vari aneddoti e le varie peripezie nel realizzare quella serata. Nessuno poteva immaginare che quella serata fosse l'anno zero della via Crucis di Quarona e che si sarebbe ripetuta ancora per molti anni ancora. In quel Venerdì Santo Giorgio Beltrametti si curava nell'illuminare la chiesa di San Giovanni e in più la Santa Croce, io invece impersonavo la parte di Gesù Cristo. Mai immaginavo che un giorno avrei potuto fare questa parte, ero molto emozionato. Usciti dalla chiesa parrocchiale con la croce a spalla, mentre don Gaudenzio molto abile nelle sue omelie accompagnava la figura di Cristo, la gente era esterrefatta e seguiva quella figura con la Croce a spalla, senza sapere cosa avrebbero portato a casa: un ricordo indelebile che ancora oggi si rinnova ogni anno. Così con una cadenza molto lenta, in processione, la gente accompagnava la figura di Cristo in preghiera e anche un po' incuriositi, muniti di torce e pile salendo lungo la mulattiera buia, piena di fascino unito alla preghiera. Ricordo bene, ero talmente preso nella mia parte che piansi in continuazione, mi lasciavo trasportare da quello che credevo e che credo ancora. Quella gente che mi seguiva pregando. Bellissimo, unico, favoloso. Tra le mie lacrime, ricordo che continuavo a ringraziare e a pregare. Giunti lassù tutto era magico, ci soffermammo in chiesa dove don Gaudenzio ci preparò con parole uniche. Intanto mi preparai al buio sulla croce e all'improvviso Giorgio diede luce al faro che illuminò la croce col Cristo. Nessuno si aspettò di vedere il Cristo sulla Croce e tanto meno don Gaudenzio. La gente era esterrefatta. Qualcuno pianse. Quella Via Crucis si ripete ancora oggi a distanza di 30 anni. Il seme che abbiamo seminato lo abbiamo seminato in un terreno fertile e a renderlo così fertile è stato merito di don Gaudenzio, che ci ha sempre dato fiducia, e nella gente di Quarona che continua a seguirci e a sostenerci.

Quella fu la Pasqua del 1983...

Grazie!

Ugo Zanella

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